Il terzo Socrate

Mi estrai da me stessa – bambole di legno nascono una dall’altra col parto cesareo – torno indietro Salvezza detronizzata dal mito e mito dall’impulso di conoscere La morte non è l’Altro: esso si annida nel ripiego della pancia sbranata/dall’orbita prelevi iride pupilla luce cui peso cristallino abbandonai nel fossato lungo la strada – per…

Литейный мост

Stanotte si alzeranno i sospiri come maree, deraglieranno le nevrosi come lastre di ghiaccio sotto il Литейный мост, e una nell’altra si racchiuderanno le parole di troppo, come matrioske che perdono il ricordo della madre sotto il peso della polvere; stanotte invocherò la libertà della parola sciolta dal significato, come branco di lupi, ululato denso…

Quarantena in fiore

Solitudine amica, che ti culli nell’amaca giù nel giardino centenario, cosa hai imparato dai colori della terra che tramonta? Cosa rispondi ai bambini che non sanno della vita stravolta dei genitori che cuociono a vapore le verdure verdi, dei baci che danno alla sconosciuta piovuta giù dal cielo insieme alla parola quarantena? Alieni umani, meno…

Alle pietre, nella musica della notte

D’accordo, sii il mio guru, per una notte, conosco le tue fughe, nelle folle, per sfuggire al folle solitario che ti tiene aggrappato al silenzio, ogni notte, a quel silenzio che è il calco della musica, il negativo della vita, che ti fa sentire vivo, sii la voce del non espresso a parole, sii la…

Essere il calco del tuo cuore – lì dove ha dimora l’anima tua – Contenerti tutto, farti riposare in me Che tu sia il mio pieno, io la tua forma Che il mio viso sia il pieno del cavo della tua mano, il mio rifugio, Tetto per le lacrime della mia paura, Il mio occhio…

  Che fine faranno gli angeli al calar del sole, che fine faranno le scarpe del viandante alla fine del cammino, che fine faranno gli occhi una volta aperti, che fine faranno i sogni non finiti dei morti? Salvami da me stessa, salvami dalle felicità appese sui social come icone negli angoli delle case, salvami…

Icona di Malevič È giunta l’ora di arrendersi. Quel che è stato mai finirà, mai sparirà quello che non è stato. Illusioni, stanche, strisciano per la stanza, nessuna emozione è vera, la luce è implosa, brilla solo l’icona nera. . Malevičeva ikona Došlo je vrijeme za predaju. Ono što je bilo nikada prestati neće Nikada…

Tua mano aperta a coppa, a raccogliere il mio viso perso dagli anni caduti al suolo, neri come i frutti del gelso nel giardino dell’infanzia che ricorda troppo, che ricordo troppo poco, mai abbastanza, mai a riempire fino all’orlo il presente che si nega a se stesso giorno dopo giorno, sballato dalla danza dorata del…

Sempre più lontano: sempre più vicino – tebi, u vremenu – sa zelenim okom te gledam sa istoka, sa onim smeđim, sa zapada: a ti stojiš na sredini, tamo gdje mi je dom – daleko, u vremenu – Idem na istok, da ti donesem priče, tornerai ad ovest, per raccontarmi la storia, per portarmi quella…

Verso il fuoco

Sono stata al museo di storia, oggi. Come l’acqua dei ruscelli sulle superfici tonde delle pietre, il mio sguardo scorreva obliquo sulle manifatture preistoriche in bronzo pietra argilla; le epoche erano strati di te, che non so collocare, che emergevano dal buio come il mistero di uno stato sì grande da non poter mai essere…

Memento

Soli al tramonto conoscono meglio lo zenit del mezzogiorno, soli, al tramonto, ricordiamo meglio le ore disperate della giovinezza in cui il tempo era eterno e spietato, e nulla sembrava passare e impossibile appariva ogni fine e la risoluzione – salvezza – nella favola coincideva con “fine”; il momento che intagliò il tessuto del vissuto,…

LOM

Ho pranzato alle quattro e cenato alle sei, traslocato in una cantina e letto le poesie di Zvonko Karanović, uno dei pochi poeti serbi che non ha studiato filosofia; ci siamo scambiati dei versi postprandiali e qualche battuta generica sulla follia, ho cercato canzoni che parlano di crno vino, riso delle risa inghiottite dalla notte…